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Ti con zero è il titolo di una delle Cosmicomiche di Italo Calvino in cui un personaggio/particella - Qfwfq - rappresenta un tentativo letterario di seguire il flusso della scienza per comprenderla, controllarla e umanizzarla, come anche nel caso di Palomar. Questo è un percorso di pensiero non usuale nella cultura italiana, come anche nel pensiero filosofico, alquanto ricchi di autori tecnofobi, educati a un anacronistico umanesimo di impronta idealistica e metafisica e a un recidivo analfabetismo scientifico. Tutto ciò nonostante esista una ricca tradizione letteraria italiana "amica della scienza", a cominciare dal Rinascimento e passando per Leopardi.

In queste pagine si intenderebbe dare un contributo alla nascita di una terza cultura (post-umanesimo) da più parti invocata, come riforma intellettuale e come rivoluzione antropologica; un post umanesimo necessario per superare le sfide e allontanare le minacce incombenti. Un intreccio forte e innovativo dell’indagine scientifica e del pensiero umanistico, che trova sostegno in una visione profondamente laica della Natura, e che è necessario per contrastare forme di vecchio e nuovo irrazionalismo.

Si fa dunque riferimento ad una razionalità critica che, come hanno evidenziato la recenti indagini nell’ambito di alcune discipline quali la neurobiologia, l’epistemologia evoluzionistica e l’ecologia comportamentale, non esclude ma presuppone l’emozione e i sentimenti. Da questo punto di vista, l’esperienza artistica, a partire dal Novecento, ha rispecchiato e spesso preceduto l’innovazione tecnologica e le nuove visioni del mondo suggerite dall'indagine scientifica. Essa rappresenta perciò una delle forme espressive in grado di percepire con anticipo e porre con incisività il tema del controllo diffuso delle nuove tecnologie e della loro realizzabilità in un mondo possibile e accettabile.

Una razionalità critica che resista alle tendenze più sfrenate di affidare il futuro solo alle tecnologie, quelle tecnologie che modificano profondamente la realtà interiore ed esteriore, che tendono a ridurre la diversità biologica con tutte le sue valenze culturali e che, spesso condizionate da poteri incontrollati, sono impiegate senza tenere conto degli interessi e dei bisogni generali. E poiché siamo in una fase storica che cerca di camuffare l'ideologia dominante come "morte delle ideologie", appare urgente intervenire per collegare la dimensione storica allo sviluppo della scienza, al costume e alle mentalità prevalenti, alla cultura in generale.